Ho trovato, in un post Facebook di "Nella casa dell'elfo", un bellissimo racconto riguardo ad un fenomeno fisico legato al freddo invernale, un fenomeno poco conosciuto con il suo nome: la Galaverna.
La Galaverna, dal punto di vista meteorologico, è una forma di precipitazione atmosferica consistente in un deposito di ghiaccio, in forma di sottilissimi aghetti o scaglie , che si forma su oggetti o forme vegetali e che può prodursi in presenza di nebbia, quando la temperatura dell'aria è nettamente inferiore a 0 °C. Questo rivestimento cristallino si forma perchè le goccioline di acqua in sospensione nell'atmosfera possono rimanere liquide anche sottozero (stato di sopraffusione). Nel fenomeno della Galaverna si verifica il passaggio da vapore acque a ghiaccio, che avviene non solo sul terreno, ma anche sui rami, sulle foglie, sulle auto ecc.
Ho letto ai bambini il breve racconto sotto riportato, mostrando loro alcune fotografie di questo fenomeno per poter osservare ciò che succede effettivamente ai vegetali quando sono ricoperti da quei quei minuscoli aghetti di ghiaccio.
"C'era una volta, nel cuore di un inverno particolarmente grigio e nebbioso, un bosco dove gli alberi, spogli e stanchi, sospiravano nel vento, lamentandosi della nebbia fitta che da giorni li avvolgeva come un mantello di lana bagnata.
In quel bosco viveva Gala, una piccola ninfa dell'aria, timida e quasi invisibile. Gala non aveva i poteri dei grandi spiriti dell'inverno: non sapeva scatenare bufere come il Re Tramontana, né costruire ghiacciai come la Regina delle Nevi. Tutto ciò che Gala possedeva era un soffio leggero ed un cuore colmo di meraviglia per le cose minuscole. Una notte di gennaio, la nebbia era così densa che persino la luna faceva fatica a guardare giù.
Gli alberi erano tristi: "Siamo scuri e brutti", sussurrava il Vecchio Rovere. "Sembriamo fantasmi dimenticati"..
Gala ascoltò i loro lamenti e, commossa, decise che era ora di fare qualche cosa. Ma non aveva neve da regalare. Si ricordò allora di una vecchia magia che le aveva insegnato l'elfa Rugiada.
"Quando il freddo morde e la nebbia dorme, danza tra i rami e trasforma le forme".
La piccola ninfa iniziò a volare fra i rami, muovendosi in silenzio come un pensiero. Non toccava i tronchi, ma accarezzava la nebbia intorno a loro. Con il suo soffio gelido, catturava le minuscole goccioline sospese nell'aria e le faceva posare, ad una ad una, su ogni singolo ago di pino, su ogni gemma addormentata, su ogni ragnatela dimenticata.
Non era neve pesante, ma polvere di cristallo. Ogni respiro di Gala diventava un ago di ghiaccio sottile come un ciglio, bianco come porcellana. Lavorò tutta la notte, instancabile. Quando sorse il primo sole del mattino, la nebbia si diradò ed accadde il miracolo: gli alberi, ricamati da Gala, luccicavano sotto il sole ed erano finalmente felici. (Maurizio Moro ph).
L'attività proposta successivamente è stata una rappresentazione degli alberi oggetto della Galaverna.
Abbiamo utilizzato dei fogli neri che i bambini hanno spugnato con tempera azzurra e blu. Giusto il tempo di asciugare un pò questa prima parte del lavoro sui termosifoni (il bello dell'Inverno è anche questo!) ed abbiamo completato il lavoro ritagliando, dal cartoncino grigio scuro, una sagoma di troco d'albero in cui la Galaverna è stata realizzata con la digito pittura utilizzando la tempera bianca.




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