Perché c'è sempre una compensazione positiva alle giornate...insignificanti!
venerdì 22 aprile 2022
giovedì 14 aprile 2022
Caccia al tesoro per i 16 anni di Miss Tupsy
Filastrocca dei pesci d'aprile
C'è il pesce calzino
che puzza un pochino.
C'è il pesce bottiglia
con due occhi da triglia.
C'è il pesce lampadina
che dorme di mattina,
ed il pesce di sasso
che ride che è uno spasso.
C'è il pesce di carta igienica
che nuota alla domenica,
il pesce luccicante
che ne combina sempre tante
ed infine il pesce mascherina
sottile, magro come una acciughina.
Se tu li vuoi incontrare in fondo al mare ti devi calare.
Per questo sedicesimo compleanno mi è venuta in mente una caccia al tesoro per un regalo sudato (tanto per cambiare).
Una cosa rapida ma efficace, per rompere la pigrizia, per fare quattro risate, per stare un'ora all'aria aperta, con qualche amica.
Complici le zie lo scherzetto è stato perfetto.
La caccia al tesoro è stata molto semplice.
Ho preparato 8 pesci di aprile fatti con materiali diversi.
Dietro ad ogni pesce ho incollato un frammento di frase, alla rinfusa, da ricomporre per avere l'indicazione del punto in cui si trova il tesoro.
A Miss Tupsi io e le famose zie (quelle che si divertono pure loro come quando erano ragazzine, zie vere e zie di fatto) abbiamo consegnato un Mappetto (un po' mappa un po' biglietto) in cui abbiamo segnato a grandi linee i punti in cui cercare i vari pesci.
Qui il testo del Mappetto:
"Tanti, tantissimi auguri!.
Questo è un buono valido per un tesoro di regali
da recuperare in data 2 aprile.
Te lo dovrai però sudare perché, come ben sai,
noi siamo un po' stronze...e tu pigrona!
Solo se troverai tutti gli indizi,
nei punti indicati sulla mappa,
riuscirai a capire dove è nascosto il tesoro.
Perciò, forza e coraggio,
corri all'arrembaggio!"
Per rendere un po' più difficile la caccia volevo utilizzare una carta topografica della zona di gioco che, purtroppo, non ho trovato perciò ho utilizzato una mappa fotografica che, sicuramente, ha agevolato la sedicenne befana.
Di seguito alcuni dei pesci realizzati con materiale di fortuna:
Pesce rotolino
Dietro ad ogni pesciolino un frammento di messaggio, anche solo una parola:
MARAMEO
VECCHIA
SI TROVA
IL TESORO
CASA
SOTTO SCALA
P.s. Una seconda idea per il messaggio finale può essere una frase da ricostruire secondo il gioco del CORVO PARLANTE spesso citata sul settimanale di giochi "La settimana Enigmistica"
Caccia al tesoro dei coniglietti di Pasqua
Caccia al tesoro dei coniglietti di Pasqua
Una caccia al tesoro divertente
Per la quale non serve proprio niente.
Beh, se ci mettete qualche ovetto
Avrete proprio un tesoro perfetto!
Modalità:
Stampate e fate colorare ai bambini i coniglietti che poi dovrete provvedere a nascondere nei luoghi indicati dagli indovinelli.
Per alcuni coniglietti ho previsto una quantità diversa da 1; in questo caso vi basterà ricalcarli oppure farli ricalcare ai bambini stessi.
Vi serviranno ingatti:
1 coniglietto a righe
1 coniglietto con i triangoli
1 coniglietto a righe in diagonale
1 papà coniglio
3 conigli a quadretti
2 conigli a pallini
10 conigli con le "onde".
Il numero, ovviamente, può variare a vostro piacimento,
Io ne ho messi un po' di più per aumentare il divertimento!
N.B.: per i coniglietti a onde ho previsto due indovinelli per due possibili nascondigli (a seconda di quello che potreste avere a disposizione).
INDOVINELLO 1
Non è un attaccabrighe
ma un coniglio col vestito a righe.
Era stanco, si è nascosto in un posto perfetto,
è andato a riposarsi sotto a un _____________
INDOVINELLO 2
Tre sono i conigli a quadretti
nel nascondersi sono stati proprio furbetti.
Il primo lo trovi al fresco in un posticino
dove la mamma tiene l'acqua o anche il vino (____________).
Il secondo non ha capito un cavolo,
è andato a nascondersi sotto a un _____________.
Il terzo con l'acqua ha avuto un problemino
ed è scappato sotto a un _________________.
INDOVINELLO 3
Due conigli con i pallini blu
li dovrai cercare proprio tu.
Uno si trova in quel caldo posto
dove spesso c'è profumo di arrosto (_______________),
l'altro, che è un gran fifone,
si sarà nascosto dietro a un ___________________.
INDOVINELLO 4
Hai visto un coniglio con il vestito a triangolini?
È soffice, morbido, piace molto ai bambini.
Mi ha detto che voleva prendere il sole,
aspetta lì, se non ti duole.
Lì, in quel posto che fa rima con palestra,
si apre e si chiude quando vuoi, è proprio una________________.
INDOVINELLO 5
Un coniglio con le righe in diagonale
indossa un vestito per nulla banale.
Lo trovi in un posto un poco puzzolente
dove ti aspetta facendo niente.
Questo posto, per la gran puzzetta, "suona" come una arpa.
Non è che potrebbe nascondersi in una _______________?
INDOVINELLO 6
Di conigli con il vestito a onde ce ne sono un pochino,
tutti nascosti per bene in giardino.
Fruga fra i sassi, nell'erba, tra i fiori
dieci ne trovi se saltano fuori.
Se non avete un giardino in cui nascondere qua e là i coniglietti, forse avrete un cortile.
In questo caso potreste usare questo altro indizio:
Di conigli con il vestito a righe ce ne sono un barile
tutti nascosti per bene in cortile.
Per scovarli basta guardarsi un po' intorno
dieci ne trovi se non fai il perdigiorno.
INDOVINELLO 7
Papà coniglio ha fatto un grande lavoro
per nascondere questo tesoro.
Lo ha messo davvero al sicuro
in un posto scuro, scuro.
La luce vi entra quando aprite le ante
per farlo non serve alcun aiutante.
In fondo, in fondo, completamente celato
troverete il tesoro che ha abbandonato.
SOLUZIONI DEGLI INDOVINELLI:
1) letto
2) frigorifero, tavolo, lavandino
3) forno, termosifone
4) finestra
5) scarpa
6) giardino (oppure cortile, a seconda dell'indovinello scelto)
7) armadio (o comunque un mobile con ante)
P.s.per quanto riguarda l'indovinello 6 il posto dove trovare i coniglietti è citato nel biglietto perciò occorrerà provvedere a nascondere un po' qui, un po' la i coniglietti che andranno recuperati tutti per poter avere l'ultimo indovinello.
Papà coniglio verrà trovato insieme al tesoro.
mercoledì 30 marzo 2022
Le pulcette in giardino
Non me ne voglia male, Beatrice Alemagna, autrice di una bellissima serie di libri per bambini, con protagoniste appunto un gruppo di piccole pulcette, se leggendo questo suo albo mi è venuto in mente di disegnarmi delle tavole dipinte con gli acquerelli e di crearmi la mia versione da utilizzare con il kamishibai.
Pensavo di utilizzarla a breve ma la vita è strana ed ogni tanto ci gira le spalle con delle prove che anche se ci sembrano assurde occorre superare.
La terrò perciò in sospeso con il pensiero che la storia è proprio bella e che vale la pena raccontarla sfruttando la magica atmosfera che questo piccolo teatrino in legno riesce a ricreare.
lunedì 7 marzo 2022
Un disegno al giorno
domenica 6 marzo 2022
Un disegno al giorno
Raccogliendo le forze chiusa nella mia conchiglia,
ascolto il suono delle onde e mi faccio trasportare
al di là ed al di qua della mia tristezza.
domenica 27 febbraio 2022
Letture e libri
LE PULCETTE IN GIARDINO
(B. Alemagna)
È già da un po' di tempo che sono in cerca di questo libro. Purtroppo è veramente difficile trovarlo anche on line (io, almeno, non ci sono riuscita) ma finalmente sono riuscita ad averlo con il prestito inter bibliotecario.
I libri delle pulcette hanno racconti semplici ma di contenuto importante, immagini coloratissime ed accattivanti per non dire "morbidose" visto che B. Alemagna le ha realizzate come morbidi arazzi di lana cotta o cardata.
In "Le pulcette in giardino" le protagoniste, ormai diventate amiche, cominciano ad annoiarsi dei soliti giochi e della vita nel vecchio materasso perciò decidono di uscire in cerca di nuovi amici.
Uscendo si ritrovano in un bellissimo prato pieno di stimoli interessanti che però non riescono a cogliere appieno. E così, pur essendo curiose, rimangono imprigionate in luoghi comuni che le fanno ad un certo punto scappare indietro di filato nel loro materasso.
Come nella realtà accade è difficile fidarsi di chi è diverso da noi soprattutto basandosi sulle apparenze.
Così la formica "non sembra un tipo simpatico....deve essere cattiva e noiosa...", l'ape ha un pungiglione che potrebbe infilare nei loro occhi oppure la cimice che "puzza, morde, è pericolosa".
Solo una volta rientrate nel loro materasso riescono a riflettere sulla stupidità del loro comportamento che non gli ha concesso di conoscere nessuno.
sabato 26 febbraio 2022
SBRISOLINI ALLE NOCCIOLE
Un sacchetto di nocciole mi ha fatto venire voglia di preparare questi biscotti alle nocciole con la ricetta di mamma nella sua particolare versione della "Sbrisolona" (nel senso che non credo che corrisponda esattamente alla ricetta originale di questo dolce che è mantovano).
INGREDIENTI:
400 gr farina
200 gr nocciole e/o mandorle
200 gr burro o margarina
200 gr zucchero
2 uova intere, un pizzico di sale
P.s.: questi sono gli ingredienti base utilizzati da mamma poi, volendo, si può aggiungere una puntina di lievito per renderli più morbidi, un po' di vanillina, la buccia grattugiata di un limone ecc.
PROCEDURA:
Questa è una ricetta estremamente semplice di quelle che possono con soddisfazione coinvolgere i bambini nella preparazione oltre che nella degustazione 😉.
Occorre tritare grossolanamente la frutta secca e tenerla un momento da parte.
Intanto su una spianatoia preparare un "vulcanetto" con farina, zucchero, burro ammorbidito, uova, un pizzico di sale ed impastare aggiungendo verso la fine la frutta secca tritata.
Ricoprire una teglia con carta da forno ed inserirvi l'impasto a "ciuffetti" , unendoli fra loro allargando le "macchie" di impasto con le dita.
Cuocere in forno a 180 gradi per 25/30 minuti.
Mamma ha sempre lasciato la "mattonella" intera, in versione torta, a me piace invece frammentarla in biscotti di forma irregolare.
venerdì 18 febbraio 2022
Filastrocche dei tempi andati
Qualche anno fa, in uno dei tanti progetti fatti, avevamo parlato delle tradizioni intese non solo come tradizioni legate al territorio che ci unisce ma anche tradizioni delle singole famiglie.
All'epoca avevamo chiesto alle famiglie di parlarci di qualche ricetta della loro tradizione e/o di qualche filastrocca o racconto per bambini della loro tradizione familiare.
Riporto di seguito alcune delle filastrocche che ci erano pervenute a scuola anche grazie alla collaborazione dei nonni.
La prima che inserisco è un bellissimo ricordo della mia giovinezza di cui conservo una immagine indelebile (mi sembra ancora di vederle, mamma e sua sorella Silvana, più che cinquantenni, nel nostro cortile di casa, a ridere come bambine dicendo "pita pita" con un fiore di tarassaco in mano).
Pita, pita
Pita, pita margherita
s'at son mia, at tai la vita
cun la sapa e cul badil, piiiiiita!
Traduco (anche perché non so neppure se ho scritto correttamente dal dialetto piacentino):
Pita, Pita margherita
se non suoni ti taglio la vita
con la zappa e con il badile.....piiiiita.
Da bambine utilizzavamo i "tubicini" dello stelo del fiore di tarassaco per fare delle trombette. La filastrocca va ancora più indietro, agli anni 40/50 ed accompagnava appunto il rito di preparazione di queste trombette vegetali.
Pin Pirulin
Pin Pirulin piangeva
voleva mezza mela,
la mamma non l'aveva
e Pin Pirulin piangeva.
A mezzanotte in punto
passò un aeroplano
e sotto c'era scritto
"Pin Pirulin sta zitto ".
Mano morta
Mano morta
pica la porta
pica il purton
pica nason
Mentre si dice la filastrocca si prende il pugnetto chiuso del bambino e si fa finta di bussare alla porta. Quando si dice "pica nason" si fa finta di dare un colpetto al nasino del bambino.
Crapa Pelata
Crapa Pelata faceva i tortelli
ma non ne dava ai suoi fratelli.
I suoi fratelli fan la frittata
ma non ne danno a Crapa Pelata
Din don domani è festa
Din don domani è festa
si mangia la minestra,
la minestra non mi piace
si mangia pane e brace,
la brace è troppo nera
si mangia pane e pera,
la pera è troppo bianca
si mangia pane e panca,
la panca è troppo dura
si va letto addirittura.
LUCCIOLA, LUCCIOLA
Lucciola, lucciola vieni da me
ti darò il pan del Re,
pan del Re e della Regina,
lucciola, lucciola stammi vicina.
La madama pollaiola
La madama pollaiola
quanti polli ha nel pollaio?
Io ne ho quanti ne avevo (*)
e li tengo finché ne ho.
Dammene uno pel mio passaggio
quando passo son sempre solo.
Prendi, prendi quel che ti pare,
ma il più bello lascialo stare
Il più bello che ci sia
me lo voglio portare via.
(*) oppure:
Ne ho tanti, ma tanti tanti
che non so nemmen contarli.
PULCINELLA
Pulcinella aveva un podere,
Tutte le sere l'andava a vedere.
Se mancava il pane
dava la colpa al cane,
se mancava il vino
dava la colpa al contadino.
OCCHIO BELLO
Questo è l'occhio bello,
questo è suo fratello.
Questa è la montagna,
questa è la castagna.
Questa è la chiesina
questa è la campanina
che fa Din, Don, Din, Don.
Anche questa è una filastrocca che si usava raccontare ai bambini più piccini toccando gli occhi, la fronte (montagna), il mento (castagna), la bocca (chiesina).
Termina muovendo il nasino del bambino come se fosse un campanellino.
IL CAVALLO DEL BAMBINO
Il cavallo del bambino va pianino, va pianino.
Il cavallo del giovanotto va al trotto va al trotto.
Il cavallo del vecchietto va zoppetto, va zoppetto.
Il cavallo del generale fa volare, fa volare.
Beh, questa del cavallo del bambino è sempre richiestissima...così richiestissima che risulterà poi difficile "scrollarsi di dosso" i bambini.
Intanto che si dice la filastrocca, si tengono i bambini sulle gambe a cavalcioni e si inizia andando piano, al galoppo, zoppicando...in un crescendo fino a fare "volare" i bambini tenendoli per la vita.
Caterina dai corai
Caterina dai corai
Leva su che canta i gai.
I gai e la gallina,
leva su che l'è mattina.
martedì 15 febbraio 2022
STORIE DI CARNEVALE
IL NASO DEL PAGLIACCIO
C'era una volta un bambino così curioso che guardava tutto quello che gli capitava sotto il naso, e se non gli capitava nulla, lo andava a cercare: osservava le zampette delle mosche quando si pettinavano le antenne, i granelli i colorati della sabbia, i cuoricini dei piccoli fiori da dove le api succhiavano il nettare.
E un giorno, proprio mentre annusava un piccolo fiore, un'ape arrivò lì e invece di chiedere - PErmesso, si può? - gli punse il naso.
- Ahi! - gridò il bambino. Il naso gli diventò gonfio e rosso. Quando si gnuardò allo specchio si spaventò: -Mamma mia, che faccia mi è venuta! -
Quella faccia, con il naso rosso e grosso come un pomodoro non gli piaceva ed andò dal dottore. Il dottore non sapeva cosa fare.
-Possiamo bucarlo con un ago speciale per sgonfiarlo un po'- disse - oppure lasciarlo sgonfiare da solo.
Quando vide l'ago, il bambino scappò via e si tenne il naso grosso. In strada le persone che lo vedevano si mettevano a ridere e dicevano: - Guarda quel bambino, ha il naso da pagliaccio!-
A sentire quelle parole gli venne una idea: fare il pagliaccio davvero. Nel circo. E ci andò.
Il padrone del circo lo guardò bene e poi gli disse:
- Hai proprio il naso che ci vuole per un vero pagliaccio - e lo accettò.
Lo accompagnarono nel suo camerino, lo vestirono e lo truccarono: gli pitturarono la bocca di rosso e di giallo, la faccia di bianco con le righe nere intorno agli occhi.
Poi gli misero una parrucca verde con pochi capelli, un vestito strano e le scarpe lunghe con le punte bucate.
La sera doveva cominciare lo spettacolo e lui doveva recitare. Ma era la prima volta e non sapeva che cosa dire per fare ridere la gente. Allora pensò di fare le stupidate che faceva sempre con i suoi amici quando giocava, fece le prove davanti allo specchio: diceva cucù e chicchirichi, mostrava la lingua, faceva la faccia da mostro. Poi sbatteva la testa contro il muro e fingeva di cadere, saltava come le rane, inventava parole strane senza significato. E poi, ogni tanto, gridava in dialetto: - Sa te fet cusè? - (Cosa stai facendo?), e rideva da solo come un matto.
Quando il presentatore lo chiamò, lui usci sulla pista e cominciò a fare le suestupidate stupidate.
La gente rideva, batteva le mani e gli gridava: -Bravo! -
Alla fine il padrone del circo gli strinse la mano: - Complimenti! - gli disse - ma dove hai imparato a fare il pagliaccio così bene? -
- Giocando con i miei compagni - disse il bambino.
- Domani vieni ancora, che ripetiamo lo spettacolo - disse il padrone. E lui disse di si.
Ma di notte, mentre dormiva, il naso guarì.
Al mattino il bambino si guardò allo specchio: tutto normale.
- Come farò adesso a fare il pagliaccio al circo? - pensò preoccupato.
Allora prese una pallina di gomma rossa e si fece un naso finto. Ma il padrone non lo voleva più.
- La tua faccia non fa più ridere - gli disse, e lo mondò via.
Il bambino era triste. Tornò a casa, andò a scuola, riprese la solita vita. Giocava ancora con i compagni a fare le stupidate,ma non era come al circo, davanti alla gente. Voleva ritornare là, a sentire gli applausi.
Allora andò nel giardino ad annusare i fiori e sussurrava alle api:
- Api, pungetemi il naso, così torno al circo. Api, pungetemi!-
Ma le api, indaffarate, non badavano a lui. Nessuna ape lo punse sul naso. Una invece gli ficcò il pungiglione nel sedere.
-Ahi!- gridò il bambino, toccandosi il sedere che stava gonfiandosi.
E cominciò un'altra storia.
M.Lodi, Fiabe italiane, Ed. Mondadori.













